Vilma: Il coraggio di restare e la forza di condividere

Di Arianna Falco



Nella comunità rurale di Boiada , il tempo scorre ancora seguendo il ritmo della terra e del lavoro quotidiano. Qui vive Vilma Das Silva, 62 anni, una donna che rappresenta la memoria e la forza dell’agricoltura familiare nella valle dello Jequetinonha. La sua storia intreccia sacrificio e riscatto, segnata da un passato difficile e da un presente costruito con determinazione.


Vilma ricorda un’infanzia segnata da profonde privazioni: giorni senza cibo, la fatica della sopravvivenza e un padre che, per proteggere i figli, arrivò a compiere gesti estremi pur di sfamarli. Oggi, guardando indietro, riconosce quanto le cose siano cambiate, soprattutto grazie alla crescita della solidarietà e del senso di comunità.



Rimasta vedova a soli 35 anni, si è trovata ad affrontare da sola la responsabilità di crescere i figli. Per anni ha lavorato lontano dalla sua terra, con l’obiettivo di garantire loro un’istruzione e un futuro migliore. Il sogno di tornare e possedere un terreno proprio si è realizzato diciotto anni fa, quando si è stabilita a Boiada . Qui ha costruito, passo dopo passo, una realtà solida, migliorando la produttività della sua terra anche grazie all’introduzione di soluzioni semplici ma efficaci per la gestione dell’acqua.


Oggi la sua vita è arricchita anche da una dimensione collettiva. Fa parte del “Grupo das Mulheres da Chapada das Veredas”, una rete di circa 90 donne che condividono esperienze, difficoltà e conquiste. Per Vilma, questo spazio rappresenta molto più di un supporto pratico: è un luogo di ascolto, di leggerezza e di riconoscimento reciproco. Se il lavoro domestico e agricolo riempie ogni giornata, gli incontri con le altre donne diventano momenti preziosi per raccontarsi, alleggerire il peso delle responsabilità e ritrovare energia.


Attraverso queste relazioni, l’autonomia assume un significato più ampio: non solo economico, grazie alla vendita dei prodotti come latte, formaggi e ortaggi, ma anche emotivo e psicologico. È nella condivisione che Vilma e le altre donne trovano forza, costruendo un senso di appartenenza e dignità.


Nonostante l’età e una routine ancora intensa, Vilma guarda al futuro con serenità. I suoi figli, cresciuti con sacrificio e valori solidi, sono il risultato più grande del suo impegno. Alle giovani donne lascia un messaggio chiaro e diretto: costruire la propria indipendenza, lottare per i propri obiettivi e imparare anche a godere della vita.
Per lei, il sostegno ricevuto lungo il cammino ha fatto la differenza e continua a essere fondamentale per garantire dignità e opportunità nelle comunità rurali.



La Voce di Arianna



La storia di Vilma ci arriva attraverso lo sguardo e le parole di Arianna Falco, una giovane volontaria che sta facendo il servizio civile universale a Turmalina, Brasile. Il Servizio Civile con il CeVI significa anche questo: diventare parte della grande famiglia del CAV eincontrare persone come Vilma, storie che restano nel cuore molto più a lungo del tempo passato insieme.

Questo racconto è parte della rubrica Voci, in cui vi raccontiamo in diversi modi le esperienze dei nostri volontari del servizio civile in Italia e nel mondo.

Il bando per il Servizio Civile Universale 2026/7 è aperto! Se hai tra i 18 e i 28 anni per progetti in Brasile (Turmalina), Bolivia (Cochabamba) e Italia (Udine). C’è tempo fino alle ore 14:00 dell’8 aprile 2026 per presentare la domanda online. Scopri di più qui!

Tutte le foto sono del CAV.