Il Nostro Impatto


Costa d'Avorio

Dal 2006 siamo accanto ai bambini, ai minori in difficoltà ed alla fasce deboli della popolazione per migliorare le condizioni di vita e di educazione nella città di Daloa (Alta Sassandra) e recentemente anche nella ciità di Djebonoua (Gbeke).

1. Sostegno scolastico ed alfabetizzazione a distanza in Costa d'Avorio

Il nostro impegno educativo è iniziato con i primi progetti per migliorare l’accesso all’alfabetizzazione e alla scolarizzazione di minori ed adulti a Daloa.
Dal 2009, anno del nostro primo progetto in Costa d’Avorio, circa 600 minori in difficoltà hanno avuto accesso alle scuole primarie e secondarie.

2. “Future Jeune et Femme” (FJF) sostegno allo sviluppo socioeconomico di giovani e donne in Costa d'Avorio

A Daloa (Alta Sassandra) e Djebonoua/Bouaké (Gbeke), lavoriamo ormai da anni con ONG ivoriane (VIF, Progres Universel), autorità locali (Municipalità locali e Ministero di protezione dell’infanzia) e associazioni locali (Unione della gioventù) per migliorare l’accesso all’inserimento socio professionale di giovani, donne in situazione di disagio e minori in carcere.

Il progetto Futur Jeune et Femme, cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ed avviato nel 2018 ha permesso tra le altre cose di:

  • Formare più di 200 tra giovani e donne in attività di artigianato, piccolo commercio ed agricoltura, togliendoli dalla strada e dando loro la possibilità di crearsi il proprio avvenire;
  • Avviare e sostenere 7 attività agricole a Djebonoua, per mezzo del microcredito;
  • Inserire circa 30 giovani in un percorso di formazione imprenditoriale che li ha messi in grado di avviare o rafforzare la propria attività artigianale agricola o commerciale, come alternativa alla migrazione clandestina;
  • Progettare assieme alle istituzioni locali un percorso pratico di recupero e riconciliazione per circa 130 minori attualmente detenuti nelle carceri di Daloa e Bouaké, tale percorso ha preso vita nel 2021 con l’avvio del progetto* Bien Vivre Chez Soi;
  • 3 attività di gruppo composte da persone in fragilità socio economica (donne vedove, giovani descolarizzati);
*Il progetto che terminerà a giugno 2021 è sostenuto dalla Regione Autonoma FVG e dalle donazioni private ha gettato le basi per il successivo progetto Bien Vivre Chez Soi.

3. Imprenditoria, Sviluppo Locale ed Ambiente: sostegno alle iniziative di giovani e donne a Daloa

Il progetto, finanziato dall’8 per mille della Tavola Valdese, concentra le proprie attività sulla gioventù di Daloa ed intende rispondere al vasto problema del disagio giovanile di una popolazione che trabocca di possibilità in loco ma che spesso si lascia attrarre dalle lusinghe della migrazione illegale o dalla criminalità giovanile.
Il progetto ha permesso di promuovere lo sviluppo socio-economico giovanile di Daloa attraverso la formazione professionale e il sostegno alle attività generatrici di reddito.

Ciò è avvenuto per mezzo delle attività di formazione imprenditoriale ed inserimento socio professionale che hanno interessato:

  • 59 giovani inseriti in percorsi di formazione 60 giovani e donne che hanno ricevuto il corsi di formazione imprenditoriale;
  • 30 giovani che sono stati messi in grado di avviare e rafforzare 7 attività generatrici di reddito individuali e di gruppo. Tutto ciò ha prodotto un impatto positivo non solo sui ‘beneficiari’ diretti, ma fortemente anche sui beneficiari indiretti sia come miglioramento delle condizioni socio economiche dei quartieri interessati e molto come esempio ed emulazione di imitazione da parte di molti giovani ivoriani in obiettive condizioni di vulnerabilità socio economica e a rischio di migrazione clandestina o di ingresso nella microcriminalità;
  • Il progetto ha inoltre lanciato un’azione pilota per migliorare le condizioni igienico-sanitarie di alcuni quartieri della città attraverso la sensibilizzazione di circa 150 famiglie ( circa 900/1000 persone) sui temi dei problemi di salute legati all’ambiente e alla gestione dei rifiuti che resta un problema grave e pericoloso a Daloa.
Il progetto si è concluso a giugno 2021.


Costa d'Avorio

Dal 2006 siamo accanto ai bambini, ai minori in difficoltà ed alla fasce deboli della popolazione per migliorare le condizioni di vita e di educazione nella città di Daloa (Alta Sassandra) e recentemente anche nella ciità di Djebonoua (Gbeke).

1. Sostegno scolastico ed alfabetizzazione a distanza in Costa d'Avorio

Il nostro impegno educativo è iniziato con i primi progetti per migliorare l’accesso all’alfabetizzazione e alla scolarizzazione di minori ed adulti a Daloa.
Dal 2009, anno del nostro primo progetto in Costa d’Avorio, circa 600 minori in difficoltà hanno avuto accesso alle scuole primarie e secondarie.

2. “Future Jeune et Femme” (FJF) sostegno allo sviluppo socioeconomico di giovani e donne in Costa d'Avorio

A Daloa (Alta Sassandra) e Djebonoua/Bouaké (Gbeke), lavoriamo ormai da anni con ONG ivoriane (VIF, Progres Universel), autorità locali (Municipalità locali e Ministero di protezione dell’infanzia) e associazioni locali (Unione della gioventù) per migliorare l’accesso all’inserimento socio professionale di giovani, donne in situazione di disagio e minori in carcere.

Il progetto Futur Jeune et Femme, cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ed avviato nel 2018 ha permesso tra le altre cose di:

  • Formare più di 200 tra giovani e donne in attività di artigianato, piccolo commercio ed agricoltura, togliendoli dalla strada e dando loro la possibilità di crearsi il proprio avvenire;
  • Avviare e sostenere 7 attività agricole a Djebonoua, per mezzo del microcredito;
  • Inserire circa 30 giovani in un percorso di formazione imprenditoriale che li ha messi in grado di avviare o rafforzare la propria attività artigianale agricola o commerciale, come alternativa alla migrazione clandestina;
  • Progettare assieme alle istituzioni locali un percorso pratico di recupero e riconciliazione per circa 130 minori attualmente detenuti nelle carceri di Daloa e Bouaké, tale percorso ha preso vita nel 2021 con l’avvio del progetto* Bien Vivre Chez Soi;
  • 3 attività di gruppo composte da persone in fragilità socio economica (donne vedove, giovani descolarizzati);
*Il progetto che terminerà a giugno 2021 è sostenuto dalla Regione Autonoma FVG e dalle donazioni private ha gettato le basi per il successivo progetto Bien Vivre Chez Soi.

3. Imprenditoria, Sviluppo Locale ed Ambiente: sostegno alle iniziative di giovani e donne a Daloa

Il progetto, finanziato dall’8 per mille della Tavola Valdese, concentra le proprie attività sulla gioventù di Daloa ed intende rispondere al vasto problema del disagio giovanile di una popolazione che trabocca di possibilità in loco ma che spesso si lascia attrarre dalle lusinghe della migrazione illegale o dalla criminalità giovanile.
Il progetto ha permesso di promuovere lo sviluppo socio-economico giovanile di Daloa attraverso la formazione professionale e il sostegno alle attività generatrici di reddito.

Ciò è avvenuto per mezzo delle attività di formazione imprenditoriale ed inserimento socio professionale che hanno interessato:

  • 59 giovani inseriti in percorsi di formazione 60 giovani e donne che hanno ricevuto il corsi di formazione imprenditoriale;
  • 30 giovani che sono stati messi in grado di avviare e rafforzare 7 attività generatrici di reddito individuali e di gruppo. Tutto ciò ha prodotto un impatto positivo non solo sui ‘beneficiari’ diretti, ma fortemente anche sui beneficiari indiretti sia come miglioramento delle condizioni socio economiche dei quartieri interessati e molto come esempio ed emulazione di imitazione da parte di molti giovani ivoriani in obiettive condizioni di vulnerabilità socio economica e a rischio di migrazione clandestina o di ingresso nella microcriminalità;
  • Il progetto ha inoltre lanciato un’azione pilota per migliorare le condizioni igienico-sanitarie di alcuni quartieri della città attraverso la sensibilizzazione di circa 150 famiglie ( circa 900/1000 persone) sui temi dei problemi di salute legati all’ambiente e alla gestione dei rifiuti che resta un problema grave e pericoloso a Daloa.
Il progetto terminerà a giugno 2021.


Etiopia

1. Miglioramento dell’alimentazione e della generazione di reddito familiare nella zona di Emdibir attraverso un approccio di genere alle attività agricole.

Il progetto tocca i villaggi di Yerezeb, Yetarak e Sefer, nella woreda di Cheha, zona del Guraghe, regione dell'SNNP (Southern Nations, Nationalities and People).
La zona progetto soffre di grossi problemi di insicurezza alimentare dovuti specialmente a mancanza‌ ‌di‌ ‌input‌ ‌agricoli‌ e di piccoli capitali da reinvestire nelle attività agricole familiari.
Più di questo, le comunità ‌non‌ ‌riescono‌ ‌ad‌ ‌ accedere‌ ‌a‌ ‌metodi‌ ‌agronomici‌ ‌migliorati‌ ‌e‌ ‌ad‌ ‌un‌ ‌supporto‌ ‌tecnico‌ e formativo ‌che‌ ‌li‌ ‌sostenga e li segua costantemente per meglio gestire le variabilità agricola, maggiormente irregolare a causa dei cambiamenti climatici . Il CeVI è direttamente coinvolto nel miglioramento dell’accesso all’acqua nei villaggi di progetto per mezzo della costruzione di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana per scopi irrigui ma anche per mezzo di formazioni sull’uso comunitario dell’acqua.

Grazie al progetto:

  • Nel villaggio di Sefer, le beneficiarie sono riuscire a gestire in maniera più adeguata le capre in loro possesso. Ciò ha permesso che alcune di esse a loro volta si riproducessero, portando ad un aumento del numero di capi di bestiame in loro possesso.
  • È stato effettuato uno studio preliminare riguardo l'attività di apicoltura nella zona dai professori dell'Università di Udine. Inoltre gli agronomi dell'EmCS hanno ricevuto una formazione dell'ambito dell'apicoltura che permetterà, sul lungo periodo, ad alcuni gruppi di interesse di aumentare la produttività di miele e conseguentemente del proprio reddito.
  • La distribuzione di di galline ovaiole nei villaggi di Sefer e Yetarak, permette alle famiglie delle beneficiarie di avere una dieta più equilibrata, grazie ad un apporto maggiore di proteine di origine animale.
  • La costruzione delle cisterne per raccolta dell'acqua piovana ha permesso alle beneficiarie del villaggio di Yerezeb di: avere accesso in maniera più semplice alle risorse idriche necessarie per l'irrigazione (l'accesso più vicino dista circa 20-30 min. a piedi ed è rappresentato da un fiume posizionato più in basso rispetto al villaggio, con un evidente sforzo maggiore nel ritorno ai propri orti con le taniche cariche), o disporre di una maggiore quantità di acqua per irrigare.


Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma FVG e terminerà nel 2021.
Lavoriamo per 28‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Yerezeb‌ (circa 168‌ ‌persone); 12‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Yetarak‌ (‌72‌ ‌persone) e 38‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Sefer‌ (‌228‌ ‌persone).

2. Semi di futuro– Intervento integrato di lotta alla malnutrizione

In Etiopia, assieme al CEFA, ai medici del Cuamm, ed al partner locale EmCS, stiamo lavorando dal 2019 in Oromia sul progetto Semi di futuro che ci vede impegnati sul fronte della formazione degli agricoltori e del miglioramento dell’accesso all’acqua per scopi irrigui a favore di 75 nuclei familiari del villaggio di Guagure Bora e altrettanti nel villaggio di Galya Rogda.

In quest’ultimo villaggio, abitato dalla minoranza Gummuz, la situazione di malnutrizione infantile è aggravata da tensioni etniche che aumentano l’isolamento sociale ed umano, specie in questo tempo di Covid. Appena possibile, (maggio e ottobre 2020) abbiamo provveduto ad:

  • 8 formazioni nel villaggio di Galya Rogda, della durata totale di 4 giorni (ogni sessione dura mezza giornata).
    Le sessioni si sono tenute nella kebele di Galya rogda nel mese di aprile 2020 ed hanno riguardato la semina e la gestione del mais, mentre nel mese di giugno 2020 hanno riguardato la semina del teff e la messa a dimora della moringa.
    Le formazioni hanno permesso a circa 30 nuclei familiari di migliorare le proprie tecniche di coltivazione e diversificare la dieta delle famiglie, riducendo l’impatto della malnutrizione infantile;
  • distribuire circa 190 kit di sementi ed attrezzi a 190 famiglie dei villaggi di Mekeno, Lugo, Degebo e Tapo nella kebele di Galya Rogda;
  • consegnare circa 40 semenzai per nucleo familiare, per un totale di circa 8000 semenzai distribuiti alle famiglie dei beneficiari.
Attualmente siamo impegnati a costruire un sistema di irrigazione: tutto allo scopo di migliorare la resa agricola e l’alimentazione dei nuclei familiari con e per i quali lavoriamo.
Per la fine del 2022 miriamo ad incrementare la produzione agricola di circa il 15% nei villaggi coinvolti, ma soprattutto a ridurre il tasso di malnutrizione infantile che affligge l’Etiopia.

Il progetto è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione internazionale e dalla fondazione Prima Spes.


Etiopia

1. Miglioramento dell’alimentazione e della generazione di reddito familiare nella zona di Emdibir attraverso un approccio di genere alle attività agricole.

Il progetto tocca i villaggi di Yerezeb, Yetarak e Sefer, nella woreda di Cheha, zona del Guraghe, regione dell'SNNP (Southern Nations, Nationalities and People).
La zona progetto soffre di grossi problemi di insicurezza alimentare dovuti specialmente a mancanza‌ ‌di‌ ‌input‌ ‌agricoli‌ e di piccoli capitali da reinvestire nelle attività agricole familiari.
Più di questo, le comunità ‌non‌ ‌riescono‌ ‌ad‌ ‌ accedere‌ ‌a‌ ‌metodi‌ ‌agronomici‌ ‌migliorati‌ ‌e‌ ‌ad‌ ‌un‌ ‌supporto‌ ‌tecnico‌ e formativo ‌che‌ ‌li‌ ‌sostenga e li segua costantemente per meglio gestire le variabilità agricola, maggiormente irregolare a causa dei cambiamenti climatici . Il CeVI è direttamente coinvolto nel miglioramento dell’accesso all’acqua nei villaggi di progetto per mezzo della costruzione di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana per scopi irrigui ma anche per mezzo di formazioni sull’uso comunitario dell’acqua.

Grazie al progetto:

  • Nel villaggio di Sefer, le beneficiarie sono riuscire a gestire in maniera più adeguata le capre in loro possesso. Ciò ha permesso che alcune di esse a loro volta si riproducessero, portando ad un aumento del numero di capi di bestiame in loro possesso.
  • È stato effettuato uno studio preliminare riguardo l'attività di apicoltura nella zona dai professori dell'Università di Udine. Inoltre gli agronomi dell'EmCS hanno ricevuto una formazione dell'ambito dell'apicoltura che permetterà, sul lungo periodo, ad alcuni gruppi di interesse di aumentare la produttività di miele e conseguentemente del proprio reddito.
  • La distribuzione di di galline ovaiole nei villaggi di Sefer e Yetarak, permette alle famiglie delle beneficiarie di avere una dieta più equilibrata, grazie ad un apporto maggiore di proteine di origine animale.
  • La costruzione delle cisterne per raccolta dell'acqua piovana ha permesso alle beneficiarie del villaggio di Yerezeb di: avere accesso in maniera più semplice alle risorse idriche necessarie per l'irrigazione (l'accesso più vicino dista circa 20-30 min. a piedi ed è rappresentato da un fiume posizionato più in basso rispetto al villaggio, con un evidente sforzo maggiore nel ritorno ai propri orti con le taniche cariche), o disporre di una maggiore quantità di acqua per irrigare.


Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma FVG e terminerà nel 2021.
Lavoriamo per 28‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Yerezeb‌ (circa 168‌ ‌persone); 12‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Yetarak‌ (‌72‌ ‌persone) e 38‌ ‌famiglie‌ ‌del‌ ‌villaggio‌ ‌di‌ ‌Sefer‌ (‌228‌ ‌persone).

2. Semi di futuro– Intervento integrato di lotta alla malnutrizione

In Etiopia, assieme al CEFA, ai medici del Cuamm, ed al partner locale EmCS, stiamo lavorando dal 2019 in Oromia sul progetto Semi di futuro che ci vede impegnati sul fronte della formazione degli agricoltori e del miglioramento dell’accesso all’acqua per scopi irrigui a favore di 75 nuclei familiari del villaggio di Guagure Bora e altrettanti nel villaggio di Galya Rogda.

In quest’ultimo villaggio, abitato dalla minoranza Gummuz, la situazione di malnutrizione infantile è aggravata da tensioni etniche che aumentano l’isolamento sociale ed umano, specie in questo tempo di Covid. Appena possibile, (maggio e ottobre 2020) abbiamo provveduto ad:

  • 8 formazioni nel villaggio di Galya Rogda, della durata totale di 4 giorni (ogni sessione dura mezza giornata).
    Le sessioni si sono tenute nella kebele di Galya rogda nel mese di aprile 2020 ed hanno riguardato la semina e la gestione del mais, mentre nel mese di giugno 2020 hanno riguardato la semina del teff e la messa a dimora della moringa.
    Le formazioni hanno permesso a circa 30 nuclei familiari di migliorare le proprie tecniche di coltivazione e diversificare la dieta delle famiglie, riducendo l’impatto della malnutrizione infantile;
  • distribuire circa 190 kit di sementi ed attrezzi a 190 famiglie dei villaggi di Mekeno, Lugo, Degebo e Tapo nella kebele di Galya Rogda;
  • consegnare circa 40 semenzai per nucleo familiare, per un totale di circa 8000 semenzai distribuiti alle famiglie dei beneficiari.
Attualmente siamo impegnati a costruire un sistema di irrigazione: tutto allo scopo di migliorare la resa agricola e l’alimentazione dei nuclei familiari con e per i quali lavoriamo.
Per la fine del 2022 miriamo ad incrementare la produzione agricola di circa il 15% nei villaggi coinvolti, ma soprattutto a ridurre il tasso di malnutrizione infantile che affligge l’Etiopia.

Il progetto è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione internazionale e dalla fondazione Prima Spes.


2. Yakuta Tantana

Promuovendo il diritto all’acqua ed alla sovranità alimentare di fronte ai cambiamenti climatici in Bolivia il progetto "Yakuta Tantana" ha previsto la captazione dell’acqua piovana come principale strategia per far fronte alla scarsità d’acqua presso 11 scuole ed 1 comunità della zona periurbana e rurale di Cochabamba, aree che affrontano gravi problemi di disponibilità d’acqua.

Sono state costruite 15 cisterne da 52.000 litri per la raccolta dell’acqua piovana e i relativi sistemi di raccolta e captazione dell’acqua.
Gli interventi di infrastruttura sono stati preceduti ed accompagnati da attività educative volte a formare le persone sulla corretta manutenzione degli impianti e a sensibilizzare le comunità direttamente interessate sulle problematiche socio-ambientali e igienico-sanitarie correlate all’acqua.

Sono stati inoltre costruiti 2 sistemi pilota di riciclaggio e riutilizzo dell’acqua nelle unità educative coinvolte.
I sistemi di recupero e riuso delle acque grigie hanno permesso di ridurre la domanda d’acqua nelle scuole permettendo quindi di diminuire il deficit idrico e allungare il periodo di uso dell’acqua piovana.
Ogni anno durante la stagione delle piogge, attraverso le cisterne costruite vengono stoccati 676.000 litri d’acqua piovana, incrementando la disponibilità d’acqua per circa 6.000 studenti, 60 docenti e 20 famiglie residenti nel quartiere.
Presso 10 scuole dotate del sistema di cisterne per la raccolta d’acqua piovana sono stati realizzati 10 orti scolastici che permettono una produzione di ortaggi per la mensa scolastica e rivestono una formidabile opportunità educativa.
La prima raccolta è avvenuta in maggio 2018, con abbondante raccolto di ravanelli, mentre una seconda in novembre 2018 ha visto un’ampia varietà di colture: zucchini, carote, rape, broccoli, insalata.
Solo nei 24 mesi di durata del progetto la quantità complessiva di alimenti auto-prodotti e consumati è stata di 772 kg di 13 diversi tipi di colture contribuendo a migliorare l’alimentazione dei circa 6.000 studenti.
L’opportunità educativa è stata concretizzata anche attraverso la realizzazione di attività di promozione dell’alimentazione scolastica mattutina (desayuno escolar) a base di alimenti autoprodotti.

Un importante punto di forza del progetto è stato la sua capacità di articolare sforzi e strategie con altri attori attivi a Cochabamba.
La collaborazione instaurata tra CeVI, la Fundacion Abril e OINCO, con organizzazioni pubbliche e private come SEMAPA (impresa pubblica dell’acqua di Cochabamba), Swisscontact (ONG interanazionale) e Alerta Verde (fondazione locale) attraverso sinergie con progetti complementari ha permesso di capitalizzare esperienze pregresse e risorse permettendo il raggiungimento di risultati concreti in tempi rapidi: i sistemi di raccolta dell’acqua piovana nelle scuole continuano infatti ad essere costruiti da oltre 3 anni in Bolivia e sono una valida strategia alla mancanza d’acqua a Cochabamba.

Il progetto ha destato l’attenzione delle istituzioni e dei media locali e nazionali e ha avuto la visita dell’allora Ministro boliviano dell’educazione Roberto Aguilar il quale ha riconosciuto il potenziale di questo progetto collocandolo come un riferimento per la definizione di strategie e programmi di educazione a livello ministeriale.

Bolivia

1. L’impianto di trattamento di San Pedro Magisterio, Cochabamba

Un risultato considerato un modello per criteri tecnici e per il coinvolgimento comunitario.
Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è stato sviluppato a partire da un'idea della comunità, trasformando quindi la comunità stessa da beneficiaria a partner.
Il coinvolgimento della comunità è avvenuto attraverso le pertinenti istituzioni locali: la Cooperativa dell’acqua e la OTB San Pedro Magisterio.
Sono state realizzate assemblee con tutti i membri della comunità in ogni fase del progetto.
Il coinvolgimento della comunità è avvenuto inoltre attraverso il lavoro pratico in fase di costruzione dell’impianto (pulizia del terreno e pittura dell’impianto).

Al termine della costruzione sono stati realizzati workshop sull'uso appropriato del sistema fognario con la comunità e workshop con la scuola locale sull'ambiente e l'impianto di trattamento.
La Cooperativa dell’acqua San Pedro Magisterio è stata incaricata quale responsabile degli aspetti operativi e di manutenzione dell’impianto di trattamento attraverso un accordo scritto.
La stessa ha determinato una nuova tariffa del servizio idrico integrato appositamente definita per coprire i costi operativi e di manutenzione (aumentati del 10% rispetto a quando non c’era l’impianto), il salario di un operatore e un’analisi dell'acqua al mese.
Questa scelta è frutto di una discussione con approvazione dall'assemblea della comunità nel marzo 2015.
La supervisione e il monitoraggio della qualità degli effluenti è stata affidata all’Università di Cochabamba, attraverso un accordo di 2 anni.
I partner (ONG locali, tecnici e stagisti) visitano periodicamente l’impianto di trattamento.

Considerazioni sulla Sostenibilità:
  • Istituzionale - Coinvolgimento delle istituzioni locali come agente di sviluppo locale, empowerment e capacity building di collettivi basati sulla comunità che promuovono il loro ruolo nella gestione dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari.
  • Tecnica - Le opzioni tecnico-tecnologiche sono state discusse e progettate localmente. Design tecnologico appropriato per la comunità per favorire l'autonomia.
  • Sociale - Stabilire una vera proprietà attraverso la conoscenza, il lavoro e il contributo economico al progetto
  • Ambientale - Tecnologia pulita, nessuna energia richiesta (nessuna emissione), coscienza ambientale, relazione tra individui, comunità e ambiente.
  • Economica – costi operativi e di manutenzione interamente coperti dalla comunità, compromessi tra convenienza ed efficienza. Nessun costo di capitale incluso.
L’impianto permette di depurare le acque reflue di circa 3.000 persone che prima finivano nel Rio Rocha senza alcun trattamento.



Bolivia

1. L’impianto di trattamento di San Pedro Magisterio, Cochabamba

Un risultato considerato un modello per criteri tecnici e per il coinvolgimento comunitario.
Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è stato sviluppato a partire da un'idea della comunità, trasformando quindi la comunità stessa da beneficiaria a partner.
Il coinvolgimento della comunità è avvenuto attraverso le pertinenti istituzioni locali: la Cooperativa dell’acqua e la OTB San Pedro Magisterio.
Sono state realizzate assemblee con tutti i membri della comunità in ogni fase del progetto.
Il coinvolgimento della comunità è avvenuto inoltre attraverso il lavoro pratico in fase di costruzione dell’impianto (pulizia del terreno e pittura dell’impianto).

Al termine della costruzione sono stati realizzati workshop sull'uso appropriato del sistema fognario con la comunità e workshop con la scuola locale sull'ambiente e l'impianto di trattamento.
La Cooperativa dell’acqua San Pedro Magisterio è stata incaricata quale responsabile degli aspetti operativi e di manutenzione dell’impianto di trattamento attraverso un accordo scritto.
La stessa ha determinato una nuova tariffa del servizio idrico integrato appositamente definita per coprire i costi operativi e di manutenzione (aumentati del 10% rispetto a quando non c’era l’impianto), il salario di un operatore e un’analisi dell'acqua al mese.
Questa scelta è frutto di una discussione con approvazione dall'assemblea della comunità nel marzo 2015.
La supervisione e il monitoraggio della qualità degli effluenti è stata affidata all’Università di Cochabamba, attraverso un accordo di 2 anni.
I partner (ONG locali, tecnici e stagisti) visitano periodicamente l’impianto di trattamento.

Considerazioni sulla Sostenibilità:
  • Istituzionale - Coinvolgimento delle istituzioni locali come agente di sviluppo locale, empowerment e capacity building di collettivi basati sulla comunità che promuovono il loro ruolo nella gestione dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari.
  • Tecnica - Le opzioni tecnico-tecnologiche sono state discusse e progettate localmente. Design tecnologico appropriato per la comunità per favorire l'autonomia.
  • Sociale - Stabilire una vera proprietà attraverso la conoscenza, il lavoro e il contributo economico al progetto
  • Ambientale - Tecnologia pulita, nessuna energia richiesta (nessuna emissione), coscienza ambientale, relazione tra individui, comunità e ambiente.
  • Economica – costi operativi e di manutenzione interamente coperti dalla comunità, compromessi tra convenienza ed efficienza. Nessun costo di capitale incluso.
L’impianto permette di depurare le acque reflue di circa 3.000 persone che prima finivano nel Rio Rocha senza alcun trattamento.

2. Yakuta Tantana

Promuovendo il diritto all’acqua ed alla sovranità alimentare di fronte ai cambiamenti climatici in Bolivia il progetto "Yakuta Tantana" ha previsto la captazione dell’acqua piovana come principale strategia per far fronte alla scarsità d’acqua presso 11 scuole ed 1 comunità della zona periurbana e rurale di Cochabamba, aree che affrontano gravi problemi di disponibilità d’acqua.

Sono state costruite 15 cisterne da 52.000 litri per la raccolta dell’acqua piovana e i relativi sistemi di raccolta e captazione dell’acqua.
Gli interventi di infrastruttura sono stati preceduti ed accompagnati da attività educative volte a formare le persone sulla corretta manutenzione degli impianti e a sensibilizzare le comunità direttamente interessate sulle problematiche socio-ambientali e igienico-sanitarie correlate all’acqua.

Sono stati inoltre costruiti 2 sistemi pilota di riciclaggio e riutilizzo dell’acqua nelle unità educative coinvolte.
I sistemi di recupero e riuso delle acque grigie hanno permesso di ridurre la domanda d’acqua nelle scuole permettendo quindi di diminuire il deficit idrico e allungare il periodo di uso dell’acqua piovana.
Ogni anno durante la stagione delle piogge, attraverso le cisterne costruite vengono stoccati 676.000 litri d’acqua piovana, incrementando la disponibilità d’acqua per circa 6.000 studenti, 60 docenti e 20 famiglie residenti nel quartiere.
Presso 10 scuole dotate del sistema di cisterne per la raccolta d’acqua piovana sono stati realizzati 10 orti scolastici che permettono una produzione di ortaggi per la mensa scolastica e rivestono una formidabile opportunità educativa.
La prima raccolta è avvenuta in maggio 2018, con abbondante raccolto di ravanelli, mentre una seconda in novembre 2018 ha visto un’ampia varietà di colture: zucchini, carote, rape, broccoli, insalata.
Solo nei 24 mesi di durata del progetto la quantità complessiva di alimenti auto-prodotti e consumati è stata di 772 kg di 13 diversi tipi di colture contribuendo a migliorare l’alimentazione dei circa 6.000 studenti.
L’opportunità educativa è stata concretizzata anche attraverso la realizzazione di attività di promozione dell’alimentazione scolastica mattutina (desayuno escolar) a base di alimenti autoprodotti.

Un importante punto di forza del progetto è stato la sua capacità di articolare sforzi e strategie con altri attori attivi a Cochabamba.
La collaborazione instaurata tra CeVI, la Fundacion Abril e OINCO, con organizzazioni pubbliche e private come SEMAPA (impresa pubblica dell’acqua di Cochabamba), Swisscontact (ONG interanazionale) e Alerta Verde (fondazione locale) attraverso sinergie con progetti complementari ha permesso di capitalizzare esperienze pregresse e risorse permettendo il raggiungimento di risultati concreti in tempi rapidi: i sistemi di raccolta dell’acqua piovana nelle scuole continuano infatti ad essere costruiti da oltre 3 anni in Bolivia e sono una valida strategia alla mancanza d’acqua a Cochabamba.

Il progetto ha destato l’attenzione delle istituzioni e dei media locali e nazionali e ha avuto la visita dell’allora Ministro boliviano dell’educazione Roberto Aguilar il quale ha riconosciuto il potenziale di questo progetto collocandolo come un riferimento per la definizione di strategie e programmi di educazione a livello ministeriale.


Brasile

1. Sementi del sapere

Il Progetto Sementi del Sapere, finanziato dalla Regione Friuli venezia Giulia, si è svolto nella Valle dello Jequitinhonha, Minas Gerais, nell’entroterra brasiliano ed ha contribuito alla conservazione delle varietà locali di sementi ed alla valorizzazione delle conoscenze tradizionali dei contadini della regione.

L’asse portante delle attività sono stati i “Guardiani delle Sementi”, ovvero gli agricoltori che, attraverso la loro esperienza e la partecipazione alla formazione, hanno fatto propria la responsabilità di proteggere e utilizzare le sementi autoctone.
Il numero di varietà autoctone identificate e catalogate è risultato superiore alle aspettative raggiungendo le 151 varietà; 62 di queste sono già disponibili per gli agricoltori che intendano utilizzarle.

Le sementi sono conservate in 2 Case delle sementi costruite in aree strategiche, ossia il Centro di formazione e sperimentazione del CAV e la Scuola Famiglia Agricola de Veredinha, con la partecipazione di tutor, istituzioni, partner e tecnici che continuano a garantire assistenza.
Sulle sementi di mais raccolte sono stati acquistati ed eseguiti i test transgenici, che hanno provato che tutte le varietà testate sono prive di contaminazione con OGM.

Infine, le 151 varietà autoctone identificate sono state raccolte nel Catalogo delle Sementi autoctone realizzato in due edizioni (portoghese e italiano) dove ciascuna varietà è corredata di immagini e dai nomi locali e scientifici.
Nel Catalogo vengono riportati anche i Guardiani custodi, diventando così il principale punto di riferimento degli agricoltori relativamente alle sementi autoctone della zona.

Il progetto e il Catalogo sono stati illustrati al referente del Trattato Internazionale della FAO sulle Risorse Fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura durante il seminario svolto in Italia in collaborazione con la Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale (BaGAV) gestita dall’Università di Udine.



Brasile

1. Sementi del sapere

Il Progetto Sementi del Sapere, finanziato dalla Regione Friuli venezia Giulia, si è svolto nella Valle dello Jequitinhonha, Minas Gerais, nell’entroterra brasiliano ed ha contribuito alla conservazione delle varietà locali di sementi ed alla valorizzazione delle conoscenze tradizionali dei contadini della regione.

L’asse portante delle attività sono stati i “Guardiani delle Sementi”, ovvero gli agricoltori che, attraverso la loro esperienza e la partecipazione alla formazione, hanno fatto propria la responsabilità di proteggere e utilizzare le sementi autoctone.
Il numero di varietà autoctone identificate e catalogate è risultato superiore alle aspettative raggiungendo le 151 varietà; 62 di queste sono già disponibili per gli agricoltori che intendano utilizzarle.

Le sementi sono conservate in 2 Case delle sementi costruite in aree strategiche, ossia il Centro di formazione e sperimentazione del CAV e la Scuola Famiglia Agricola de Veredinha, con la partecipazione di tutor, istituzioni, partner e tecnici che continuano a garantire assistenza.
Sulle sementi di mais raccolte sono stati acquistati ed eseguiti i test transgenici, che hanno provato che tutte le varietà testate sono prive di contaminazione con OGM.

Infine, le 151 varietà autoctone identificate sono state raccolte nel Catalogo delle Sementi autoctone realizzato in due edizioni (portoghese e italiano) dove ciascuna varietà è corredata di immagini e dai nomi locali e scientifici.
Nel Catalogo vengono riportati anche i Guardiani custodi, diventando così il principale punto di riferimento degli agricoltori relativamente alle sementi autoctone della zona.

Il progetto e il Catalogo sono stati illustrati al referente del Trattato Internazionale della FAO sulle Risorse Fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura durante il seminario svolto in Italia in collaborazione con la Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale (BaGAV) gestita dall’Università di Udine.